Il secolo d’oro del Presepe

Soprattutto durante l’età di Carlo di Borbone, il presepe raggiunge il più alto grado di espressività artistica, favorito dall’interesse del tutto particolare che vi nutri il sovrano. Pietro d’Onofri nel suo Elogio estemporaneo per la gloriosa memoria di Carlo III,(1759) scrive quel celebre passo in cui il re “a certe ore sfaccendate del giorno” si divertiva “con le regie sue mani ad impastar dei mattoncini e cuocerli, e disporre i soveri, formar la capanna, architettare le lontananze, disporre i Pastori,” mentre la sua consorte diventava sarta “quasi tutto l’anno in far degli abiti per i Pastori del Santo Presepe, anche per far cosa gradita al Re suo sposo, ma ancora agli amati suoi Reali figliuoli […]”.
Di norma, l’esecuzione delle statuette presepiali veniva affidata a valenti scultori come Antonio Vaccaro, i Bottiglieri padre e figlio, Francesco Celebrano e ancora Giuseppe Sanmartino con i suoi discepoli Giuseppe Gori, Salvatore Di Franco, Angelo Viva. Attivo nella seconda metà del Settecento, Lorenzo Mosca pure essendo ali’ inizio un dilettante, “uffiziale della segreteria di guerra”, si occupò dei presepi del duca di Diana Calà e del duca di Colle Corvino.
Nell’esecuzione delle diverse componenti del presepe operavano artisti esperti ciascuno in una propria specialità. Ve ne erano alcuni abilissimi nel modellare gli animali al punto da raffigurarli come se fossero stati vivi; tra loro andavano per la maggiore i fratelli Saverio e Nicola Vassallo e Francesco Gallo, autore di eccezionali esemplari in cui la resa naturale non sovrasta mai la dolcezza
dell’ espressione e degli atteggiamenti, e il tono da idillio agreste. Tra gli specialisti dei primi tempi una posizione dominante spetta a Francesco Di Nardo, capo di una feconda bottega.
Un altro gruppo di artisti, nel quale si distinse Giuseppe De Luca, fu specializzato nel rappresentare “nature morte”, che in bella mostra erano esposte sui banchi dei venditori ambulanti; mentre gli oggetti d’argenteria o comunque in metallo non nobile venivano eseguiti, per una produzione di minute dimensioni, dagli stessi maestri artigiani autori di manufatti di uso corrente.

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